Nato il 4 aprile
Amici sì, ma alla pari. Per il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pöttering, all’interno della Nato il rapporto fra Europa e Stati Uniti deve basarsi necessariamente sull’uguaglianza. “La partnership e l’amicizia con gli Stati Uniti sono molto importanti per l’Europa – dice al Foglio Pöttering – Così come il ruolo che ha avuto la Nato nel difendere i valori occidentali".

Adesso l’interesse comune urgente è quello di risolvere la crisi, possibilmente trovando una linea comune di intervento. “La convinzione alla base della nostra politica è che viviamo nel mercato ma che questo ha una dimensione sociale. Difendiamo l’economia sociale di mercato, non siamo a favore del sistema capitalistico. E per quanto riguarda il settore finanziario e bancario abbiamo bisogno di più controllo, di più trasparenza e di ordine, questa è la sfida. Siamo contenti che l’America sembri andare nella stessa direzione”. E nella direzione giusta potrebbe andare anche la decisione dei leader del G20 di stanziare un trilione di dollari per le istituzioni internazionali: “E’ un’enorme somma di denaro, soprattutto quella stanziata per il Fondo monetario – spiega – Ma ora, oltre che spendere soldi, abbiamo bisogno di regole. C’è bisogno di agire perché il settore bancario deve darsi un ordine”. Proprio come hanno chiesto il presidente francese Sarkozy e la cancelliera tedesca Merkel.
Al di là delle politiche economiche, per Pöttering non si ripete mai abbastanza che quello che unisce davvero l’Europa sono i valori. E le prossime elezioni di giugno saranno un’occasione per rilanciare il ruolo dell’Ue. Non è il momento però di discutere di allargamenti. “Ora la priorità è ratificare il Trattato di Lisbona – puntualizza Pöttering –, dobbiamo fare sì che l’Ue sia pronta al 21esimo secolo. Una volta che avremo rafforzato l’Europa allora potremo pensare ad allargarci”. E non è nemmeno il momento di parlare delle candidature nelle istituzioni europee, come quella di Mario Mauro alla presidenza del Parlamento. “Siamo buoni amici – dice – ma il mio consiglio è di affrontare prima le elezioni e poi parlare delle candidature, e non il contrario”. Un’altra nomina ventilata è quella di Gianfranco Fini all’interno del board del Partito popolare europeo, di cui Pöttering fu presidente del gruppo parlamentare a Strasburgo. “Quando il Pdl chiederà di entrare nel Ppe io personalmente lo sosterrò – dice – e spero che tutti i candidati del nuovo partito, e specialmente quelli della vecchia An, condividano davvero gli stessi valori del Ppe. Se il Pdl entrerà nel Ppe naturalmente nessuno potrà essere escluso dalle posizioni all’interno del partito”.